Allarme Inquinamento Plastica



Un milione di bottiglie di plastica vendute ogni minuto, per un totale di 480 miliardi in un solo anno: sono i dati relativi al 2016, da cui è partito il quotidiano inglese «The Guardian» per affrontare l’emergenza legata all’inquinamento da plastica.

NEL 2021 SI VENDERANNO 580 MILIARDI DI BOTTIGLIETTE 



https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/bottiglie-di-plastica-riciclo-economia-circolare/)

L’invasione della plastica è un’emergenza di fronte alla quale non è più possibile voltare lo sguardo. Euromonitor stima che entro il 2021 la quota di bottiglie di plastica vendute ogni anno supererà la quota di 580 miliardi: ovvero il venti per cento in più in appena un lustro. Un incremento insostenibile per il Pianeta

Se ancora ci fosse bisogno di dimostrare il pericolo “geologico” nel quale l’uomo sta plasmando la Terra, basterebbe guardarsi attorno e vedere dove e quanta plastica è dispersa sul pianeta.


PERICOLO GEOLOGICO

Se tutta la plastica prodotta negli ultimi decenni fosse ridotta a una pellicola, ce ne sarebbe abbastanza da coprire l’intero pianeta.

E anche di più: visto l’andamento attuale, entro la metà del secolo lo potremo avvolgere con più strati», afferma Jan Zalasiewicz, geologo dell’università di Leicester (Inghilterra). Zalasiewicz ha da poco presentato uno studio sull’impronta geologica della plastica, che si trasformerà in uno strato fossile sui fondali marini e rimarrà tale per milioni di anni.

E le sue proiezioni in base alle attuali applicazioni delle plastiche rivelano anche che non sembra possa esserci una diminuzione del suo uso nei prossimi decenni.(fonte Focus)


Se tutta la plastica dispersa nell’ambiente fosse ridotta a pellicola, si potrebbe avvolgere l’intero pianeta. Più volte.

 I ricercatori hanno scoperto che alle Hawaii il 20% dei pesci mangia plastica. Non dobbiamo stupirci.

Dalle bottiglie fino alle micro-particelle, circa l’80% della spazzatura che si trova nei mari e negli oceani è plastica.

Una grave minaccia per la biodiversità marina. Ma  è anche un veicolo attraverso cui le micro-plastiche possono penetrare nella catena alimentare, costituendo un potenziale pericolo per la salute umana.

Plastica come cibo



Tutta questa plastica diventa “cibo” per molte specie viventi.

Un esempio recente è riportato proprio dalla Christensen: «Nello stomaco di una tartaruga rinvenuta sulle nostre coste abbiamo trovato 50 centimetri di rifiuti plastici, dai fili di nailon ai sacchetti.

Le tartarughe confondono spesso i sacchetti di plastica con il loro cibo preferito, le meduse, e naturalmente il risultato è la morte».(fonte Focis)

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/rifiuti-di-plastica-una-bomba-ecologica


Da dove arriva la micro-plastica


Cosa succede quando ci laviamo i denti o quando facciamo la doccia? Dove finiscono le bottiglie di plastica dell’acqua purissima che beviamo? Cosa ingeriamo quando mangiamo un piatto di frutti di mare?

Le risposte di questo video sono sorprendenti (e piuttosto spaventose) e confermano quanto spiegavamo sulla microplastica.

Il progetto It’s a plastic World è la tesi di laurea di Andreas Tanner, studente in scienze applicate all’università di Coira (Svizzera).



Del suo video racconta: «durante le mie ultime vacanze ho trovato una spiaggia completamente invasa da rifiuti di plastica.

Mi sono chiesto come fosse possibile. Tornato a casa, ho cominciato a fare ricerca sulle cause e ho deciso di usare il materiale per il video che presenterò alla mia discussione di laurea».

Il progetto di Tanner ha ottenuto l’approvazione e il sostegno di alcune importanti Ong come Greenpeace, il WWF e PlasticOceans. (fonte Focus)

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/e-un-mondo-di-plastica


Microplastiche, cosa sono e quali danni causano ad ambiente e salute


Le piccolissime particelle sono comprese tra i 5 millimetri e 330 micrometri. Derivano da fonti diverse: abbigliamento, processi industriali, prodotti cosmetici. Secondo gli studi più recenti, dal 20 al 30% dei pesci nel Mediterraneo ne sono contaminati

Sono talmente piccole da risultare spesso invisibili all’occhio umano, si trovano nei nostri indumenti, nei prodotti cosmetici e possono provenire da tanti processi di origine industriale.

Sono le microplastiche: (fonte sky24) minuscole particelle di materiale plastico, prodotte dall’uomo, di dimensioni convenzionalmente comprese tra i 5 millimetri e 330 micrometri.

Come è stato già dimostrato, sono presenti in grandissime quantità nell’ambiente, specialmente quello marino, risultando potenzialmente nocive per la nostra salute

L’Italia è il settimo Paese europeo in termini di generazione di rifiuti in plastica pro capite. Con i nostri 35,05 chili all’anno, siamo ancora sopra la media europea (31,33). Lo rivelano gli ultimi dati di Eurostat, aggiornati al 2015. Altamente nocivi per l’ambiente marino, gli scarti di confezionamento in plastica sono al centro dell’attenzione anche per le possibili conseguenze sull’alimentazione umana (leggi lo Speciale Sky “Un mare da salvare”

Dove si trovano le micro-plastiche



Uno studio condotto dall’associazione no profit Orb Media, i cui dati sono stati pubblicati dal Guardian, ha riscontrato la contaminazione di micro-plastiche nell’acqua di rubinetto dei Paesi di tutto il mondo.

I test sull’acqua di oltre dieci nazioni sono stati analizzati dagli scienziati che hanno certificato come l’83% dei campioni sia contaminato da fibre di plastica.

Tra le nazioni europee, Regno Unito, Germania e Francia hanno il più basso tasso di contaminazione, che comunque raggiunge il 72% delle acque campionate.


MICRO PLASTICHE ANCHE IN ITALIA



In base a quanto riportato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) nel 2017, neppure l’Italia è esente dall’inquinamento da microplastiche: il Mediterraneo è infatti uno dei mari più inquinati al mondo, tant’è che vi si concentra il 7% delle particelle di plastica a livello globale


Come le micro-plastiche influiscono sulla salute umana


Come conferma il dossier pubblicato da Greenpeace, la presenza delle microparticelle è stata documentata in organismi differenti e con diverse abitudini alimentari: dalle specie planctoniche agli invertebrati, ma anche nelle creature marine più grandi come cetacei e predatori.

Nello specifico, il rapporto pubblicato prende in considerazione oltre 200 organismi tra quelli più pescati e più consumati quali acciughe, triglie, merluzzi, gamberi e cozze.

Da questi dati emerge come una percentuale che va dal 25 al 30% dei pesci e degli invertebrati conteneva microplastiche

il dottor Sherri Mason, un esperto di microplastica presso la State University di New York in Fredonia, che ha supervisionato le analisi per Orb:

ha dichiarato,”Abbiamo abbastanza dati da guardare alla fauna selvatica, e gli impatti che sta avendo su di essa, per essere preoccupati.

Se sta influenzando la fauna selvatica, allora come pensiamo che non avrà alcun impatto su di noi?”


Come possiamo difenderci?


L’Italia è al quinto posto in Europa per la qualità dell’acqua di rubinetto, dopo Austria, Svezia, Irlanda e Ungheria.

Eppure siamo tra i maggiori consumatori di acqua in bottiglia

IN ITALIA si bevono 196 litri l’anno (a persona)di  acqua in bottiglia, nonostante l’acqua che arriva nelle nostre case sia controllata, economica e sicura, perché soggetta a decine e decine di analisi su tutta le rete di distribuzione.

C’E’ UNA SOLUZIONE ?


Le soluzioni per ridurre i consumi di acqua in bottiglia

Certo può accadere che l’acqua che sgorga dai rubinetti possa presentare differenze per quanto riguarda sapore, odore o colore.

 Quindi si preferisca l’acqua in bottiglia, con tutti i problemi che questo comporta: sette miliardi di bottiglie (solo in Italia) da smaltire ogni anno, senza contare trasporti e logistica.

Per ovviare al problema, si potrebbe optare per l’installazione di un sistema di filtraggio domestico.

Tra i più semplici, esistono sul mercato i sistemi a micro-filtrazione a carbone attivo, che permettono di ridurre la presenza del cloro e di alcuni sedimenti.

Viene infatti utilizzato del carbone vegetale che si comporta come una pietra estremamente porosa.

Ma se si vuole intervenire sui sali disciolti,(come ormoni derivati di farmaci, Pfas e Pfoa) o sugli elementi indesiderati (come il cromo esavalentel’arsenicoil cadmioil piombo e il mercurio) è necessario installare dei sistemi più sofisticati di ultra-filtrazione o nano-ultra-filtrazione.

Un impianto di ultra-filtrazione , è infatti un utile strumento per avere in casa un’acqua batteriologicamente perfetta e salutare.

Questa tecnologia, grazie all’impiego di  particolari membrane, riesce a filtrare elementi indesiderati come  pesticidi, impedendo inoltre il passaggio di batteri, virus ed endotossine.

Il sistema AcquEtika® BIO-ACQUA, permette di avere un’acqua purificata, più sicura e più salutare.


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